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22/02/11

OMSA Faenza: incentivi mobilità

Si profilano nuove soluzioni imprenditoriali, incentivazioni all’esodo e continuita’ produttiva per l'OMSA di Faenza.

Tre i punti dell’intesa:
  • la Golden Lady si e’ impegnata a ricercare soluzioni imprenditoriali che diano occupazione a tutti i lavoratori dell’Omsa di Faenza, cosi’ come prevede l’accordo del 25 febbraio 2010. A questo fine, dara’ incarico a una societa’ che raggiungera’ “concreti risultati in tempi brevi” anche attraverso il confronto con le istituzioni.
  • per favorire la conferma del secondo anno di cassa integrazione, e’ stato definito l’incentivo economico per l’esodo di un numero massimo di 80 dipendenti. Il valore dell’incentivo e’ di 30.000 euro loro per ciascun lavoratore che si rendera’ disponibile alla mobilita’ entro il prossimo 12 marzo. L’incentivo per chi accettera’ la mobilita’ oltre quella data (ed entro il termine di scadenza della cassa integrazione) sara’ di 5.000 euro lordi.
  • Golden Lady si impegna a mantenere l’attivita’ produttiva ancora presente nello stabilimento di Faenza, fino all’individuazione di nuove soluzioni imprenditoriali.

18/02/11

Incentivi lavoro donne e giovani in Toscana

Welfare to Work è un'azione promossa e finanziata dalla Regione Toscana per incentivare le aziende che assumono, anche a tempo determinato,
  • donne,
  • giovani diplomati fino a 30 anni,
  • laureati fino a 35 anni,
  • persone con un reddito non superiore a 17 mila euro o di età fino ai 45 anni,
  • iscritti ai Centri per l'impiego della Provincia di Siena.

Il sistema di incentivi prevede l'erogazione di un contributo straordinario (una tantum) di 6mila euro. I bonus sono dedicati ad assunzioni sia a tempo indeterminato che determinato per una durata contrattuale non inferiore a 12 mesi. La domanda di bonus per l'assunzione deve essere fatta dai datori di lavoro alla Regione Toscana.

Per informazioni è possibile scaricare l'avviso sul sito della Regione.

17/02/11

incentivi imprese in stallo

La riforma degli incentivi alle imprese, oltre ad essere in ritardo di 8 mesi, potrebbe non vedere mai la luce: la delega al governo è scaduta martedì scorso e ora al ministero dello Sviluppo economico studiano un salvataggio in extremis. L'unico strumento per rimediare, pur con il rischio di un ulteriore allungamento dei tempi, potrebbe essere ottenere una nuova delega dal parlamento.

Sarebbe un peccato, perché la riforma degli incentivi alle imprese è la cornice per la semplificazione degli strumenti esistenti, che verrebbero raggruppati in tre categorie:

  • buoni o voucher automatici;
  • aiuti erogati in base a progetti su bandi di gara
  • procedure negoziali per gli investimenti al di sopra dei 20 milioni.

Nello schema di dlgs non sono fissate risorse, ma è previsto che il 50% dei fondi eventualmente disponibili vada alle pmi.

Il testo esaminato era l'unico provvedimento già definito arrivato al consiglio dei ministri sul piano crescita. Sembra che i nostri politici abbiano altro a cui pensare.

08/02/11

Incentivi 2012 industria

E' finalmente disponibile la bozza di 22 articoli della riforma degli incentivi per il sistema produttivo, che arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri.

Si pensa a ”meccanismi automatici di agevolazione, con particolare riferimento all’utilizzo di procedure di fruizione dell’aiuto mediante buoni o voucher” per le piccole e medie imprese.

Alle Pmi dovrà essere destinata ”una quota di risorse non inferiore al 50% del complesso delle risorse disponibili”.

Cambiano le modalità per la deduzione di una quota dell’Irap dalle imposte dei redditi, che nel futuro sarà differenziata tenendo conto del costo del lavoro.

A partire dal 2012 al fondo unico per gli incentivi confluiranno le risorse attualmente ”finalizzate al superamento degli squilibri economici e sociali che sono assegnate dal Cipe” per ”essere destinate a interventi statali di aiuto alle imprese e di sostegno del sistema produttivo”.

Importante: tali incentivi sono destinati:
  • per l’85% alle Regioni del Mezzogiorno
  • per il 15% alle Regioni del Centro-Nord

Questa notizia non farà piacere agli imprenditori sopra il Po.

26/01/11

Incentivi lavoro disabili provincia parma

Si tratta di due finanziamenti di oltre 180mila euro complessivi di incentivi: risorse provenienti dal Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, assegnate in sede regionale alla Provincia di Parma e da questa “trasferite” al territorio.
Di queste:
  • 42.600 euro sono stati destinati al trasporto dei disabili verso i e dai luoghi di lavoro;
  • 140mila euro sono invece contributi per i datori di lavoro che nel corso del 2010 hanno assunto una o più persone disabili.

“In un periodo difficile come questo, in cui si parla sempre di tagli, presentare iniziative in cui si finanziano interventi a sostegno del sociale, e in particolare dei portatori di disabilità per metterli nelle condizioni di esercitare un loro diritto, è secondo me estremamente importante. Importante perché è un segno molto forte di una volontà amministrativa. Vuol dire che in questa regione, e in questo territorio, ci sono delle priorità che vengono praticate. È una questione di scelte e di visione del mondo: di centralità della persona”, ha detto nella presentazione di stamattina in piazza della Pace il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. Accanto a lui l’assessore alla Formazione professionale e alle politiche attive del lavoro Manuela Amoretti, il presidente dell’Anmic Alberto Mutti, intervenuto in rappresentanza delle associazioni di disabili che fanno parte della Commissione di concertazione sulla Legge 68, il responsabile del Servizio inserimento lavorativo disabili della Provincia (Sild) Marco Melegari e Davide Rossi del Consorzio di solidarietà sociale.


“Sono due iniziative che proseguono un impegno che la Provincia non intende allentare per favorire un’integrazione vera dei disabili nei luoghi di lavoro e sul lavoro”, ha spiegato l’assessore Manuela Amoretti, sottolineando “l’attenzione speciale e gli interventi speciali riservati alle imprese che hanno assunto disabili senza essere obbligati, andando quindi oltre gli obblighi di legge. Dico questo perché a Parma sono tante le persone disabili al lavoro, e vogliamo aiutarle a rimanerci, ma sono ancora tante quelle che il lavoro lo ricercano, e noi con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione vogliamo aiutarle a raggiungere quell’obiettivo”.


Per Alberto Mutti “Mala tempora currunt: siamo in un momento molto difficile. E in questo momento così difficile noi sentiamo particolarmente vicine la Provincia e la Regione. Il lavoro – ha osservato – rappresenta un traguardo importante, che rende le persone sempre più autonome e indipendenti e consente ai disabili di avere una sempre migliore qualità della propria esistenza. Per queste categorie rappresenta il principale problema: ecco dunque tutto il valore di iniziative come queste”.

18/01/11

Incentivi per il rientro lavoratori in italia


La legge è in vigore dal 30 dicembre 2010, ed è destinata a durare fino al 31 dicembre 2013. Ecco i requisiti per usufruire degli incentivi:

  • essere cittadini dell'Unione europea
  • essere nati dopo il 1° gennaio 1969
  • essere in possesso di un titolo di laurea
  • Avere risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia

I soggetti avranno sconti sulle tasse imponibili secondo le seguenti percentuali:

  • 20%, per le lavoratrici;
  • 30%, per i lavoratori.

Le pratiche necessarie a perfezionare il rientro in Italia delle persone fisiche sono curate dagli uffici consolari italiani.

Alle persone che rientrano in Italia è garantita l'attestazione delle proprie competenze e dei titoli acquisiti all'estero, attraverso il rilascio della documentazione «Europass», del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004.

Il beneficiario degli incentivi fiscali decade dal diritto se trasferisce nuovamente la propria residenza o il proprio domicilio fuori dell'Italia prima del decorso di cinque anni dalla data della prima fruizione del beneficio.

30/09/10

Incentivi smaltimento eternit

Parte la corsa contro l’amianto. Il decreto del 24 Agosto 2010, infatti, ha prorogato fino al 2012 e potenziato gli incentivi speciali per le aziende che sostituiranno le coperture in eternit, piaga irrisolta di molti capannoni italiani, con fotovoltaico.
L’ultimo rapporto di Legambiente «Liberi dall’amianto» mostra, infatti, come le Regioni, a distanza di 18 anni dalla legge del '92, che mise al bando l'amianto in Italia, siano in ritardo rispetto ai compiti di censimento, bonifica e smaltimento loro assegnati.

29/09/10

Il labirinto degli incentivi alle imprese

Per quanto riguarda gli incentivi dedicati alle aziende, forse non tutti sanno che le aziende italiane si devono oggi districare tra oltre 260 provvedimenti (a volte anche sovrapposti gli uni agli altri). Stime recenti avevano misurato la rete degli incentivi in oltre 1.200 interventi, tra nazionali e regionali.
Ci immaginiamo quale spreco di denaro pubblico questo comporti? Sono iniziative che confondono gli imprenditori e si intralciano tra loro. Una giungla nella quale è necessario e categorico fare un repulisti. Quando se ne occuperà la politica italiana? Speriamo presto, anche se più probabilmente non se ne occuperà mai.

Stiamo a vedere nel 2011.

24/09/10

Disincentivi delocalizzazione, il parere di confindustria

Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia commenta così la bozza del piano regionale di sviluppo che prevede disincentivi «fino alla revoca dei contributi» per le imprese che trasferiscono fuori dal «territorio lombardo» le attività produttive:
«Nessuno mette in dubbio la buona fede di chi ha formulato la proposta, ma nella realtà ha un sapore demagogico, anacronistico, e rischia di produrre effetti opposti alle aspettative e agli obiettivi di chi l'ha presentata. Va semplicemente ritirata».

«Non confondiamo la delocalizzazione con l'internazionalizzazione produttiva, che non è una fuga ma spesso la via maestra per acquisire quote di mercato».
«I casi in cui la delocalizzazione è una fuga sono rari, soprattutto tra le imprese lombarde che delocalizzano attività produttive all'estero soprattutto per internazionalizzarsi e acquisire nuove quote di mercato. Anche perché andare all'estero per un'azienda non è una decisione facile».
«In alcuni casi certe produzioni non sono più sostenibili per la concorrenza internazionale e l'alternativa alla delocalizzazione è la chiusura dell'azienda. Trasferire all'estero queste produzioni consente di mantenere viva l'azienda madre in Italia, con la sua capacità decisionale e le attività a maggiore valore aggiunto. Fare di tutte le erbe un fascio può distruggere ricchezza, oltre che diventare un disincentivo a investire in Lombardia».

Un precedente che può essere assimilato all'iniziativa lombarda esiste in Piemonte dove il piano straordinario per l'occupazione, spiega l'assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano, «vincola gli aiuti alle aziende all'obbligo di mantenere l'investimento in Piemonte per almento sette anni, per contrastare così la delocalizzazione».

22/09/10

Incentivo all'esodo: definizione

Sono qualificati incentivi all’esodo le somme erogate dal datore di lavoro al lavoratore al fine di favorire la risoluzione del rapporto di lavoro.

Per essere considerate tali, non è sufficiente quindi che siano corrisposte in coincidenza con il termine del rapporto di lavoro, bensì occorre che risulti dalla volontà delle parti che l’erogazione è finalizzata allo scioglimento del contratto di lavoro.

Tale volontà può risultare da un accordo individuale o a seguito di una trattativa sindacale.

Gli incentivi all’esodo non sono utili ai fini del computo del TFR.

Le somme erogate per incentivare l’esodo dei lavoratori non costituiscono retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a condizione che la finalità di agevolare lo scioglimento del rapporto sia desumibile dalla volontà contrattuale, non essendo sufficiente una coincidenza temporale con il momento della cessazione.

Sono, invece, soggetti a contribuzione premi o gratifiche contrattualmente previsti che fanno riferimento alla risoluzione del rapporto come momento temporale dell’erogazione e non come evento generatore della stessa.

L’INPS ha precisato che sono esenti da prelievo contributivo anche erogazioni che hanno denominazioni diverse, ma che siano comunque finalizzate ad agevolare lo scioglimento del rapporto, comprese quelle che hanno lo scopo di indurre il lavoratore a recedere anticipatamente, ed in particolare le somme corrisposte: per il prepensionamento; per cessazione del contratto a termine; a fronte di riduzioni del personale.

Secondo un orientamento giurisprudenziale l’esclusione delle somme incentivanti dalla retribuzione imponibile non si applica nel caso di singola risoluzione consensuale, preceduta dalla manifestazione della volontà datoriale di risolvere unilateralmente il rapporto e dalla richiesta del lavoratore di una somma quale condizione per la risoluzione concordata.

Gli incentivi all’esodo sono integralmente assoggettati ad imposta.
Le somme sono soggette a tassazione separata con applicazione dell’aliquota utilizzata per la tassazione del TFR.

14/06/10

Incentivi esodo trainano crescita

Retribuzioni in forte crescita in Italia alla fine del primo trimestre, aumento trainato dagli incentivi all'esodo offerti da alcuni settori industriali. Nel complesso le retribuzioni sono balzate del 3,6% tendenziale nei primi tre mesi dell'anno, segnando un aumento dello 0,7% rispetto alla fine del 2009.


Cos'è l'incentivo all'esodo? L’incentivo all’esodo comporta, da parte del datore di lavoro, un’offerta di somme aggiuntive, rispetto al TFR, al dipendente che accetta di risolvere anticipatamente il rapporto di lavoro.

All'interno del settore industriale, le retribuzioni hanno segnato un incremento tendenziale particolarmente marcato nel settore dell'estrazione di minerali da cave e miniere, a causa, principalmente, dell'erogazione di consistenti incentivi all'esodo in alcune grandi aziende. All'opposto, la variazione tendenziale negativa registrata nel settore delle fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata è dovuta alla riduzione, rispetto un anno prima, della medesima componente degli incentivi all'esodo. Nel terziario le dinamiche più elevate si sono evidenziate nel settore delle attività finanziarie e assicurative. Come detto, comunque, si tratta di numeri gonfiati da queste dinamiche indotte dalla legge.

Per approfondire il discorso degli incentivi all'esodo fai clic qui.

21/05/10

Il parere di confindustria sul decreto incentivi

dati Istat:
  • + 6,3% nel fatturato dell'indistria italiana anno su anno
  • + 13,1% agli ordinativi su base annua.

Per il Codacons il dato in aumento su base annuale è esclusivamente dovuto al fatto che nel marzo 2009 si registrò, rispetto al marzo 2008, un tracollo sia del fatturato (- 22,6%) che degli ordinativi (- 26%).

Nulla di così positivo, dunque.
Secondo il codacons tale risultato è dovuto alle cifre irrisorie stanziate.

Sarebbe stato necessario

  • aggiungere uno zero agli incentivi decisi con il decreto legge, passando da 300 milioni a 3 miliardi, di togliere i tetti,
  • i fondi non a esaurimento,
  • incentivi pari al 30% del prezzo di acquisto
  • incentivi per un numero maggiore di prodotti.

19/05/10

Incentivi gru a torre

Nel post precedente vi parlavo - tra le altre cose - anche degli incentivi per le gru a torre. Un campo di nicchia, certamente, ma comunque un bene coinvolto nell'elenco degli incentivi statali 2010. per cui vale la pena parlarne.

Hanno diritto all'incentivo coloro che acquistano una nuova gru, rottamando le vecchie gru a torre messe in esercizio anteriormente al 1° gennaio 1985. L'incentivo si applica a tutti i prodotti, venduti e acquistati in Italia, anche non italiani, purché in regola con i requisiti richiesti dal decreto ministeriale 26 marzo 2010.

L'incentivo vale per il 20% del prezzo della gru, fino a un massimo di 30mila euro.
Si ottiene rivolgendosi a un rivenditore, che avvierà direttamente la pratica ed effettuerà lo sconto sul prezzo di vendita. È necessario fornire un documento di riconoscimento e il numero di codice fiscale. Per ulteriori informazioni è a disposizione il call center di Poste Italiane al numero verde gratuito 800.123.450 da rete fissa o a pagamento da rete mobile al numero 199.123.450

il fondo a disposizione per questi incentivi è di 40 milioni di Euro.

13/05/10

Incentivi 2010 aziende Milano

Il piano di interventi approvato dalla Provincia di Milano è di 6 milioni di euro, a tutela dell'occupazione e a sostegno delle imprese in difficoltà, prevede:

  • fino a un massimo di 18 mila euro, per le imprese che assumono o stabilizzano lavoratori 'over 50' o persone sole con figli a carico,
  • un aiuto alle cooperative sociali per l'inserimento di soggetti con disabilita' anche psichica,
  • l'adozione di innovativi istituti legislativi per il sostegno al reddito dei disoccupati (lavoro accessorio e lavori di pubblica utilita') per integrare l'indennita' di cassa percepita oltre che un sostegno a lavoratori e lavoratrici dipendenti di aziende in crisi attraverso percorsi mirati di accompagnamento a nuovi posti di lavoro.

Il link per informarsi sugli incentivi della provincia è: http://www.provincia.milano.it/lavoro/Aziende/tab_incentivi_imprese.html

08/02/10

Incentivi dipendenti pubbliche amministrazioni

Ripristinato l’incentivo del 2% per i progettisti dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni. L’inversione di tendenza è avvenuta con l’approvazione del Collegato alla Finanziaria 2010.

Iter: L’incentivo a favore dei progettisti della Pubblica Amministrazione è stato introdotto con la Legge 109/1994 “Merloni”. Era infatti considerato un vantaggio economico a favore degli Enti Locali, che altrimenti avrebbero dovuto affidare gli incarichi ai progettisti esterni, nonostante il Decreto Legislativo 163/2006, Codice dei Contratti Pubblici, imponga di progettare le opere pubbliche attraverso gli uffici tecnici interni.

Con il D.L. 112/2008 l’incentivo è stato tagliato dal 2% allo 0,5% a decorrere dal primo gennaio 2009. Reintrodotto con la Legge 201/2008, è stato nuovamente abbassato dalla Legge 2/2009 ponendo il problema della retroattività, cioè dell’importo da riconoscere alle opere avviate prima del gennaio 2009.

A sostegno del ripristino dell’incentivo al 2% la campagna condotta da Bernardino Primiani, presidente di Unitel, Unione nazionale italiana tecnici ed enti locali, fiancheggiata anche dalla Corte dei Conti e dall’Avvocatura Generale dello Stato.

Sulla riduzione dell’incentivo allo 0,5% sono state presentate anche due interrogazioni parlamentari dagli onorevoli De Torre e Peluffo. Dalla risposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione Brunetta è emerso come l’incentivo della professionalità si scontri con l’esigenza di contenere la spesa pubblica.

Visto che lo 0,5% è corrisposto a responsabile del procedimento, incaricati della redazione del progetto, responsabili del piano della sicurezza, direttore lavori e collaudatore, si sono aperte due possibilità sul restante 1,5%, da versare al Bilancio dello Stato. Secondo alcune interpretazioni, infatti, il DL 112/2008 esclude dall’obbligo di versamento al Bilancio dello Stato i risparmi derivanti dalle riduzioni di spesa. Condizione che renderebbe quindi possibile il mantenimento del 2%.

Di parere opposto il Ministro, che ha indicato come proprio il DL 112/2008 preveda determinate eccezioni a questa disposizione, e la Corte Costituzionale, che con la sentenza 341/2009 del 30 dicembre ha dichiarato la legittimità del taglio dell’incentivo.

In controtendenza la Regione Campania, che con un regolamento si è pronunciata a favore del ripristino del 2%, confermato su base nazionale dall’approvazione del Collegato alla Finanziaria 2010.

Per la conferma definitiva del provvedimento si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

12/01/10

Manuli rubber: incentivi esodo

Tratto pari pari da qui.

Ammontano a 3,7 milioni di euro i fondi messi a disposizione dalla Manuli Rubber Industries per incentivare l'esodo dei propri dipendenti.
Lo prevede un accordo firmato a Roma dalla multinazionale di tubi idraulici con Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, e le Rsu di Ascoli Piceno e Bologna. La somma e' destinata anche al sostegno al reddito e all'outplacement. Ai lavoratori verra' riconosciuta una quota lorda mensile di 200 euro per ogni mese di permanenza in Cigs. Altri 200 euro lordi al mese copriranno il primo anno di mobilita'; 350 euro lordi dal secondo anno.(ANSA).

08/01/10

Incentivi per aziende che assumono lavoratori disoccupati

La Finanziaria 2010 ha previsto incentivi per i datori di lavoro che provvedono ad assumere lavoratori disoccupati. Fra le misure spicca il comma 151, art. 2, che incentiva i datori di lavoro che per l’anno 2010 procederanno ad assumere lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro, destinatari dell’indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti normali o di disoccupazione speciale edile.

Per poter usufruire degli incentivi erogati dall’INPS, i datori di lavoro dovranno:

  • non aver effettuato nei 12 mesi precedenti alcuna riduzione di personale avente la stessa qualifica dei nuovi assunti;
  • non avere in atto sospensioni dal lavoro per interventi straordinari di cassa integrazione.

Le assunzioni dovranno, inoltre, essere a tempo pieno ed indeterminato e gli incentivi saranno pari all’indennità di disoccupazione spettante al lavoratore, nel limite della spesa del trattamento spettante e con esclusione di quanto dovuto a titolo di contribuzione figurativa, per il numero di mensilità di trattamento di sostegno del reddito non erogate.

Per poter ottenere l’incentivo i datori di lavoro interessati dovranno presentare domanda all’INPS e se lo otterranno potranno conguagliarsi il credito con le somme dovute a titolo di contributi previdenziali.

La norma pone inoltre un altro limite: il diritto al beneficio in questione è escluso per i lavoratori che siano stati collocati in mobilità, nei sei mesi precedenti, da parte di impresa dello stesso o di diverso settore di attività che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa che assume o risulti con quest’ultima in rapporto di collegamento o controllo.

Poiché gli incentivi dovranno essere pari alle indennità di disoccupazione non ancora percepite dal lavoratore, per le imprese sarà più conveniente assumere un lavoratore appena entrato in disoccupazione piuttosto che uno che è verso la fine del trattamento.

Si segnala, inoltre, che il limite dei dodici mesi richiesti entro cui non bisogna aver effettuato alcuna riduzione di personale, è riferibile solo al caso in cui i nuovi assunti abbiano la stessa qualifica dei licenziati, per cui su questo occorrerà fare attenzione perché sicuramente sarà il punto su cui si incentreranno le verifiche che saranno effettuate, in un secondo momento, dagli organi preposti: in pratica occorrerà sicuramente evitare, al di là della mera qualifica nominativa di assunzione, adibire i neoassunti alle stesse mansioni dei lavoratori oggetto di riduzione nei 12 mesi precedenti.

Un’ultima considerazione da fare in merito al campo di applicazione della norma è che, effettivamente, il fatto che per espressa previsione del comma 151, i datori di lavoro non devono avere effettuato riduzione di personale avente la stessa qualifica dei lavoratori e non devono avere in atto sospensioni del lavoro ex art. 1 della Legge n. 223/91, fa pensare che il diritto sia limitato alle imprese che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente più di quindici dipendenti.

Sicuramente per i chiarimenti in merito occorrerà attendere il già citato decreto interministeriale ma sicuramente, se questa era effettivamente l’intenzione del legislatore, avrebbe potuto esplicitarla e non lasciarla all’interpretazione ministeriale.

13/10/09

Nuovi incentivi lavoro USA

Soldi alle imprese per invogliarle ad assumere di più.
È questa l'ultima iniziativa antirecessione ventilata dall'amministrazione Obama, copiando il modello europeo, come già accaduto nel mercato dell'auto

Benché molti economisti abbiano proclamato la fine della recessione, un americano su dieci resta disoccupato, e le fila dei senza lavoro aumenteranno secondo le previsioni nel corso del prossimo anno, con un tasso di disoccupazione che supererà il 10 per cento. Ecco quindi riemergere l'idea di elargire alle imprese nuovi incentivi legati alle assunzioni, un'idea presa in considerazione ma poi esclusa dal pacchetto di stimoli economici da 787 miliardi di dollari varato a febbraio. In un raro caso di collaborazione bipartitica, numerosi repubblicani hanno già manifestato il loro appoggio a una misura giudicata pro-business e pro-occupazione, capace secondo le proiezioni di creare due milioni di posti di lavoro nel giro di un anno.

La Casa Bianca è a questo punto sotto pressione per agire in modo repentino. Molti economisti hanno avvertito che lo stallo dell'iniziativa potrebbe avere l'effetto perverso di bloccare le assunzioni perché le aziende staranno ad aspettare il varo della legge per beneficiare degli sgravi fiscali prima di assumere nuovi dipendenti.

Una prima versione della proposta potrebbe arrivare la prossima settimana dall'Economic policy institute, un centro di ricerca di Washington, ed essere quindi discussa in parlamento nei giorni successivi.

La proposta prevede:
  • la concessione di un credito d'imposta per due anni alle aziende che aumentano la forza lavoro o le ore lavorate, per esempio trasformando un lavoro part time in full time.
  • Lo sgravo fiscale abbassa del 15,3% il costo per assumere un nuovo dipendente nel primo anno e del 10,2% nel secondo anno, e a conti fatti finirebbe per costare al governo solo 20.000 dollari per ogni nuovo posto di lavoro.

09/10/09

Incentivi operatori puglia

Facilitare l'esodo incentivato degli operatori dei centri di formazione professionale.

La delibera prevede un finanziamento complessivo di 650.000 euro, prelevati dai fondi assegnati alla regione dal ministero del Lavoro e per i quali il 24 settembre si e' ottenuto il necessario nulla osta ministeriale, che consente di riaprire i termini per la presentazione delle domande per 40 giorni.

Potranno beneficiare dell'intervento i dipendenti degli enti ex-albo ed ex-elenco che maturino i requisiti di legge per il diritto alla pensione di anzianita' entro i 5 anni successivi alla pubblicazione, e che riceveranno un'indennita' pari a 5 mensilita' della retribuzione netta per ogni anno mancante al raggiungimento della pensione.

Nella stessa direzione di garantire un sostegno agli enti di formazione professionale, va il provvedimento assunto dall'assessorato il 1 ottobre scorso, per la proroga di altri 3 mesi e fino a dicembre 2009 della cassa integrazione dei dipendenti dei centri.

08/10/09

Incentivi disabili Pesaro/Urbino

Le piccole e medie imprese private e le cooperative sociali di 'tipo B' della provincia di Pesaro-Urbino, che:
  • ospiteranno soggetti disabili per tirocini,
  • effettueranno assunzioni al termine dei tirocini stessi

potranno usufruire di incentivi. E' quanto prevede un bando della regione Marche, visibile sul sito http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it.
Il termine per la presentazione delle domande e' fissato al 15 ottobre.


La regione versera' 300 euro mensili a ogni disabile che effettuera' il tirocinio, mentre l'impresa o cooperativa sociale ospitante ricevera' un contributo 'una tantum' di 2 mila euro, per compensare la mancata produttivita' del tutor aziendale incaricato di seguire il disabile nel suo tirocinio.

Un contributo di 5 mila euro e' invece previsto per quelle imprese e cooperative che, al termine del tirocinio, assumeranno a tempo indeterminato il soggetto disabile.


La cifra stanziata per tutto il territorio regionale e' di 670 mila euro. Altri 50 mila euro saranno destinati alla rimozione degli ostacoli architettonici e strumentali che impediscono l'inserimento dei disabili (contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese sostenute e documentate, fino a un massimo di 5 mila euro), mentre 40 mila euro andranno a quelle imprese e cooperative che acquisteranno beni strumentali finalizzati al telelavoro (contributi a fondo perduto pari all'80% delle spese sostenute e documentate, fino a un massimo di 5mila euro ad azienda).

Altre informazioni possono essere richieste agli uffici di collocamento mirato dei centri per l'impiego di Pesaro (via Fermo 33, tel. 0721/372800), Fano (via De Cuppis 2, tel 0721/878470) e Urbino (via Ss. Annunziata 51, tel. 0722/373180).